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IL SEGNALE

IL SEGNALE

In una recensione dell’ultimo libro di Bauman “Il demone della paura” trovo il vocabolo: “ liquido”.

Non ho letto il libro, ma dalla sintesi del libro il giornalista afferma che il capitale economico e anche politico in questo periodo è “liquido”.

Bauman attribuisce questo eccesso di liquidità ad una paura del presente.

Non sono un’economista, ma ricordo che la posizione di liquidità è una posizione difensiva.

Ho praticato il Tai Chi Chuan e in molte posizioni dovevamo mantenere il massimo del rilassamento di tutti i muscoli. Era la posizione ideale sia per difendersi che per colpire. Ho citato questo paragone perché ci vedo qualche somiglianza.

Sembra fuori dalla logica tenere soldi sul conto corrente, cioè “liquidi”, ma è così.

Anni fa avremmo rischiato senza batter ciglio “perdite accettabili”. Oggi nessuno è più disposto a perdere per guadagnare.

Sembra che intorno a noi ci sia una moltitudine di cacciatori pronti a sparare al primo segnale.

Ecco ! E’ quello che aspettano allora! Un segnale.

Non come quelli ripetitivi della bolla del 2000 , come ad es. i signal-buy sulle azioni tecnologiche, ma un segnale vero, che la crisi è finita, che i prezzi torneranno a crescere e comunque non diminuiranno ancora.

No !

Non ci sarà nessun segnale.

Non accetterete ancora una volta la notizia appresa al telegiornale e fornita dal politico di turno che : – la crisi è finita ! –

Non crederete alle agenzie di rating quando ci renderanno tutte le A che ci avevano tolto.

Non sarà un nuovo parlamento europeo a darvi la speranza perduta.

Agli argentini non telefonarono il giorno prima consigliando loro di andare a ritirare i soldi in Banca. Una mattina si trovarono il default, è da lì che sono ripartiti.

Noi stiamo bruciando lentamente e nessuno ci dirà quando anche la cicca sarà finita.

Ricordo un muro sul lungomare di una città balneare, noi lo chiamavamo “il muro dei drogati” uno di essi ci aveva inciso una scritta :

– meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente –

No ! Non avete capito ! Non auspico il default argentino.

Sono in attesa del “segnale”.

Sempre più mi rendo conto che il segnale deve partire da dentro di noi.

Da domani prendiamo un evidenziatore e ogni giorno sul calendario facciamo un pallino sui giorni in cui siamo contenti di aver fatto abbastanza.

Prima o poi arriveranno interi mesi evidenziati.