Saperi attivi: chiusura di un sito web

BOCCIATO

Tra i ricordi di scuola, una delle paure recondite era quello di andare a vedere i risultati delle ammissioni alla classe successiva.

La scuola usava termini più asciutti, ma nel nostro gergo chi doveva riparare o non era ammesso era considerato “bocciato”, cioè chi prende un colpo, respinto dall’obiettivo.

Il termine preso in prestito dal mondo delle bocce dove con la propria palla si allontanava dal boccino la palla dell’avversario con un colpo deciso. Questo è molto affine al “rimbalzare”, è diventato con il tempo: sono rimbalzato ad un esame. Insomma, parola spiacevole, ma vivissima.

Si potrebbe scandagliare sul perché e le origini delle parole, ma il senso è chiarissimo.

Chi bocciava poteva assaggiare le sferzate della cinghia del padre o gli improperi della madre, non la passava liscia.

Il lavoro degli studenti era la scuola e la bocciatura era l’equivalente del fallimento. L’unica cosa per la quale lo studente era chiamato a partecipare alla società lo vedeva rifiutato.

Il benessere di certi studenti in certi casi era utile per mantenersi a scuola nei vari percorsi di studio. Ricordo qualche genio aveva scoperto il trucco: finché stava a scuola non doveva lavorare, nemmeno nell’azienda di famiglia, e quindi si faceva bocciare ogni anno, non due volte, altrimenti non lo avrebbero accettato più a scuola.

Nel 2016 mi sono inventato una attività legata alla formazione, ho aperto un sito web www.saperiattivi.it e dopo oltre un anno ho scoperto la bocciatura anche io.  Anzi forse mi sono bocciato da solo.

Non ho avuto la necessità di avviare l’azienda per viverci, come i primordiali capitani d’azienda.

La mia idea era molto più vicina al sociale che all’imprenditoria vera e propria, e tale è rimasta.

Così come quelle aziende che risparmiano tanto, non spendono nemmeno molto, quindi non investono in quello in cui credono e i risultati tardano ad arrivare.

I risultati, anche minimi, sono la fonte che disseta, cibo che rifocilla, senza risultati la fine è prossima, come chi muore di inedia.

Sono entrato in un circolo vizioso, non sboccavo da nessuna parte, mi sono ritrovato nello stesso punto dal quale sono partito, non ho organizzato nessun corso, ho disturbato e fatto credere di poter lavorare a numerosi docenti in gamba.

Hanno creduto in me, nella mia idea, mi ha fatto un estremo piacere poter mettere in moto le loro risorse.

Anche loro hanno creduto di poter valorizzare le loro competenze e magari hanno realizzato altro.

La mia spinta è stata insufficiente, non ho trovato luoghi giusti per presentare i docenti, non ho realizzato campagne pubblicitarie adeguate.

Non ho individuato il target giusto.

In questo “mea culpa” c’è la consapevolezza che se non si riconoscono gli errori non si può arrivare a fare meglio e bene.

Voglio provarci ancora, non so ancora quando.

Devo avviare forme di partenariato con altre aziende, associazioni culturali, patrocini.

Sto delineando una strategia che non voglio raccontare in modo preciso, la percorrerò, come fosse l’unica cosa possibile, e alla fine lo diventerà.

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Ho scritto questo articolo nel sito web www.saperiattivi.it quasi due anni fa, il sito web è chiuso, la p.iva cessata.

Mi rimangono gli articoli scritti nel  sito, l’esperimento è cessato. In questo post

ci sono i links per scaricare gli articoli del sito scritti da me o dai docenti.

Non ho rimpianti, l’esperienza è stata positiva per aver toccato con mano il delicato

settore della formazione, ancora gestito a “capannelli” più o meno grandi con molte

sfaccettature, come un diamante tagliato molto male.

ecco i link :

Saperi Attivi, piattaforma di incontro per la formazione

Il blog di Saperi Attivi: punto di incontro della formazione

Agenzia formativa Saperi Attivi: chi siamo e cosa ci proponiamo

 

A breve chiuderò anche le posizioni Facebook e Linkedin di Saperiattivi, una cosa per volta!

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