LA MAESTRA

La maestra

Vi è mai capitato di partecipare a una riunione di lavoro nella quale ci sono da prendere delle decisioni importanti?

La cosa migliore, avrete notato, è quando tutto è stato deciso prima, in questo modo le richieste, le domande difficili, eventuali ostacoli, passano in secondo piano.

In poche parole, la forza o la determinazione di uno schieramento diventano “la ragione”.

A questo proposito, mia nonna diceva “la ragione è dei bischeri”.

Ecco che se ci dovessimo immaginare un verdetto salomonico e chi ha ragione alla fine è un bischero, molti forse preferirebbero non averla.

Nei conflitti ci siamo abituati a innalzare il vincitore per quello che rappresenta.

La polizia ha ragione con un manganello, la maestra ha ragione in cattedra a scuola, il carabiniere al posto di blocco e così via.

Per nostra esemplificazione immaginiamo ogni fazione in un contesto.

Se però il nostro paladino esce dal contesto o si comporta in modo scorretto viene affossato irrimediabilmente.

Le violenze delle maestre negli asili, le truffe della guardia di finanza, l’annullamento delle multe per compiacenti, rappresentano errori effettuati da persone scorrette.

Non possiamo pretendere che ognuno ricopra il suo ruolo e quando ci fa comodo lo lasci per essere una persona come le altre.

I criteri di valutazione e di giudizio da parte di non addetti certe volte è perfino deleterio, ma ognuno, specie sui social, vuol aprire la bocca e lasciar andare.

Pasolini nel periodo delle rivolte studentesche del ‘68 prese una posizione scomoda per l’epoca e parlando ai giovani impegnati a caricare le forze dell’ordine li metteva in guardia dicendo che si trattava di persone come loro chiamati a svolgere un servizio.

L’abbassamento delle percezione di rispetto nel confronti delle forze dell’ordine è una piaga che mina le basi della democrazia.

Se ci sono state eccezioni di un carabiniere che violenta una turista, non si deve procedere a processare l’intera arma, e se qualcuno generalizza ci dobbiamo ricordare che non è giusto.

Pensate che Gandhi se si fosse armato fino ai denti, avrebbe ottenuto prima l’India libera dagli inglesi?

Pensate che la violenza sia l’unica risposta?

Pensate che le punizioni risolvano i problemi?

Pensate che la formazione della maestra sia adeguata se ha tenuto un comportamento del genere?

Ecco vorrei cercare di spostare il focus. Siamo concentrati sulla maestra che urla, i media ci hanno bombardato con queste immagini, tutti ne discutono riempiendo pagine di giornali. Sono loro che hanno spostato il focus. Voglio farlo anche io.

Il sistema formativo in Italia fa in modo che una volta assegnati i titoli non si preoccupi di verificare se gli insegnanti sappiano insegnare.

Questo è il vero problema.

Quindi, spero che il sistema italiano introduca dei test in modo da far proseguire la carriera agli insegnanti meritevoli e la maestra in questione, se non ritenuta idonea, venga licenziata o allontanata ad altri servizi.

Da parte mia la maestra può partecipare a tutte le manifestazioni indette in Italia, ma deve cercare di comportarsi senza infrangere le regole dell’etica e della morale.

Non si celebrano i processi in anteprima e le gogne mediatiche non servono a nulla, specialmente in una giornata come quella di oggi, un giorno in cui dovremmo attingere a tutte le riserve di saggezza disponibili.

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