Ho fatto un sogno

Ho fatto un sogno

I sogni sono la materia prima della scrittura e non mi posso esimere da raccontarlo.

Dunque, vagavo nella piazza del paese, incrocio i cartelloni del cinema, leggo i titoli e sento delle voci, come un richiamo per uccelli, o un flebile canto delle sirene, viene dal cinema.

Appena arrivo davanti, con sorpresa la piccola porta di ingresso non c’è più e si è formato un enorme ingresso nel muro, la forma è della bocca di una balena.

Come un Pinocchio del secondo millennio mi introduco nell’animale edilizio e con stupore ne osservo l’interno, decine di canali bui conducono a numerose sale di proiezioni virtuali.

Nella stanza della biglietteria e sala di attesa la voce del cinema rimbomba, senza essere troppo fastidiosa, si presenta:

– Buongiorno! Posso aiutarla?

Mi guardo intorno, cerco una telecamera per capire se magari c’è una persona dietro a tutto questo o qualcuno che mi sta facendo uno scherzo tipo “specchio segreto”, niente.

Mentre il cinema parla si muovono le pareti e il pavimento, come se fossi dentro una enorme entità pensante. Accetto questa evidenza e rispondo al cinema con il piglio del cliente e spettatore:

– Bene! Ciao Cinema! Mi fa piacere tu possa parlare, ho sempre sognato di farti delle domande! Posso?

– Certo! Sono qui per questo!

– Allora senti, mi puoi spiegare con quale criterio vengono scelti i film? Sei tu che li scegli o ti mandano quelli che possono interessare al pubblico?

– Hai toccato un punto dolente, la risposta viene da lontano e non è univoca. La cultura di massa ha abbassato i livelli di utenza, da troppi anni il cinema è diventato di intrattenimento, mentre i film sono considerati prodotti e hanno seguito le leggi del commercio e della distribuzione. Molti cinema come me hanno chiuso dagli anni 80 in poi. Solo di recente si assiste a una inversione di tendenza, ma è dura, e spesso le sale sono vuote.

– Ma, caro cinema, cosa pensi di inventarti? Lo sai che farai una brutta fine? La cultura attuale è frammentata, i giovani trascorrono ore a visualizzare boiate sui telefonini invece di godersi i films al cinema. Altri canali come l’editoria non se la passano meglio.

Proprio in questi giorni ho partecipato a un rinfresco in una libreria, ho assistito ai saluti dell’ultimo libraio di una città vicina; ha chiuso l’attività dopo trenta anni.

E mentre ricordo i mitici cineforum degli anni settanta, quando dietro a un cinema c’erano delle persone che con fatica cercavano film d’autore italiani ed esteri. Dimmi davvero, che possibilità avresti di trasformare le tue sale buie in momenti di aggregazione? Non puoi davvero fare a meno delle orrende pubblicità locali somministrate in forma di carosello? Lo sai vero che la rete ti sta rubando i film, li distribuisce e ognuno se li guarda a casa, non c’è più condivisione, i commenti all’uscita del cinema, abbiamo perso l’aspetto sociale. –

Il cinema si era commosso, lo sentivo singhiozzare, stavo pensando che se ora piange va a finire che mi pioveranno addosso lacrime, ma mi poteva leggere nel pensiero e non solo trattenne le lacrime, ma mi spiegò alcune cose:

– Solo tu puoi scrivere il mio destino. Se pensi di non avere voce, sarai muto. Se pensi di essere stonato, non canterai. Porta avanti tutto quello che desideri, dopo aver apprezzato i migliori lavori della storia del cinema, visionato opere del cinema internazionale, recensito i film meritori, offri quindi il tuo contributo alla comunità. Cerca chi, come te, ama il cinema di qualità, fai riscoprire il gusto del cinema. Prima dell’inizio delle proiezioni vieni a parlare dei film che vorresti richiedere, sono sicuro che saranno più piacevoli degli intermezzi pubblicitari. Ci vuole coraggio ad intraprendere vie mai percorse.

Il cinema sapeva tutto di me, ma mentre stavano per venirmi in mente altre idee, mi sono svegliato!

 

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