Loveless di Andrey Zvyagintsev

 

Loveless di Andrey Zvyagintsev

Il buondì si vede dal mattino e l’inizio del film con le lente inquadrature e passaggi panoramici su un parco ghiacciato non lascia presagire niente di buono. Il parallelo nella società russa il regista ce lo presenta in un appartamento dove Zhenya e Boris sono in procinto di divorziare e devono vendere quelle quattro mura dove vivono con il figlio.

Mentre litigano tra loro, manifestano freddezza con il figlio, sembra loro quasi un peso che nessuno dei due desidera portare dietro. Entrambi proiettati verso nuove avventure : Zhenya con un facoltoso professionista, padre di una figlia adulta; Boris aspetta un figlio da una giovane donna.

In una ennesima lite entrambi dichiarano il loro disinteresse e che “se lo prenda un istituto”. Il bambino nascosto dietro la porta piange disperato al buio.

Al figlio Aliocha non rimane che sparire, fuggire nel fuori campo del nostro film e rimanere come traccia perturbante che tutti cercheranno invano.

Le scene dei rapporti sessuali delle nuove coppie sembrano senza affetto, e con lo stesse modalità con le quali consultano gli smartphone. Il regista ci presenta condizioni di una Russia dove i figli non sono amati come tali. Una nazione che vive sulle macerie del proprio passato.

C’è un male latente che sembra penetrare irrimediabilmente nel personaggi, originato dai genitori, dai contesti politici, sociali, dalle guerre, tutti alla ricerca di una felicità che non hanno mai avuto e anche quando credono di averla non ne godono, anzi ricadono in una tristezza inevitabile.

Questi temi affrontati sono stati messi in scena con uno sguardo cinico e spietato, senza risparmiare niente alla società che si sta delineando nella patria del regista.

Un regista che con coraggio mette in allarme la crisi dei rapporti umani.

Il film l’ho visto mercoledì scorso, ho dovuto prendere tempo prima di scrivere la recensione, come le medicine a rilascio lento, agiscono, ma ci vuole pazienza, all’inizio aveva perfino generato l’effetto opposto.

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