Riflessione sui rifiuti

Buste di plastica

In questi giorni tutti impegnati a fare commenti sulle buste di plastica, come se la gente non avesse altro da fare. Non mi posso esimere, quindi mio malgrado pubblico l’articolo nel mio blog.

Cerco di rispondere , ma mentre rispondo faccio anche altre domande. Ci sarebbero da aprire tanti dibattiti. Sui rifiuti si parla molto, spesso a sproposito. Vorrei cominciare con un po’ di SE:

Se i commercianti non avessero paura di perdere i clienti, potrebbero mettere un bel cartello:

“Se entrate in questo negozio, procuratevi una borsa per ritirare i prodotti acquistati, perché le buste di plastica sono esaurite.” e magari potrebbero anche smettere di comprarle.

Se i cittadini fossero consapevoli delle conseguenze del consumo di ogni busta di plastica acquistata, e quanto ognuna rappresenta in termini di grammi di petrolio trasformati,

se tenessero a mente il numero di circa un milione di bottiglie di plastica di OGNI GIORNO,

se si ricordassero di portarsi dietro buste riutilizzabili

la legge avrebbe poco senso…

Invece un po’ di senso ce l’ha perché fruga nelle tasche degli italiani e allora si muovono come formiche indaffarate.

Così è andata a finire che per consumare meno sacchetti si è tentato di farli pagare e come al solito sembrano rimedi come quelli di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

Oppure qualcuno pensa come l’anziana signora che voleva provocare la piena nell’Arno e ci pisciò affermando che “tutto fa brodo!”.

Se si guarda bene, se fossi un commerciante e avessi come spettro il pagamento di una multa salata “se non faccio pagare la busta ai clienti, mi devo attenere alla legge e farle pagare a tutti anche se le volessi diciamo regalare, questo mi sarebbe impossibile”.

Ma se fossi un commerciante mi dovrei preoccupare di vendere i MIEI prodotti e non le buste di plastica.

Penserei anche allo scontrino che dovrei emettere per vendere le buste, che magari ci dovrei pagare anche l’Iva, e avrei bisogno di un centimetro di carta dello scontrino per ogni busta venduta, e penserei anche alle tante buste di plastica vendute in Italia che saranno soggette a scontrino e saranno venti miliardi di centimetri di carta, e vorrei pesarle, ma con quale bilancia? Poi sto pensando al tempo necessario per vendere quei venti miliardi di buste, che saranno tanti secondi persi dal venditore, dal consumatore, dalla gente in fila.

E mi fermo qui perché sta già aumentando il giramento.

E alla fine per cosa?

Per tentare di cambiare le abitudini degli italiani. Perché lo sanno che al supermercato la frutta è controllatissima, ma spesso non proviene da produzioni locali, perché magari il piccolo produttore non ha i prezzi giusti, o non è attrezzato per confezionarla come richiesto dalla GDO (Grande distribuzione organizzata) , o perché siamo o pretendiamo di essere serviti come i clienti speciali, ci crediamo signori, ci devono dare le buste dal momento che si paga due centesimi.

Eppure erano noti i comportamenti di tedeschi e austriaci che già venti anni fa facevano la differenziata e guai a chi non la faceva, multe salate, lucchetti ai cassonetti, in galera i furbi, anzi lì non esistono proprio, invece da noi la furbizia dilaga, perché nessuno viene punito.

E noi imperterriti a mantenere i cassonetti e poi queste regole non sono uguali dappertutto, perché ci sono comuni che non applicano la differenziata in quanto devono alimentare i termovalorizzatori.

E qualcuno prima di scrivere dovrebbe rileggersi un libro di dieci anni fa “Ecoballe di Paolo Rabitti” , infatti i termovalorizzatori sono mostri che devono essere alimentati con rifiuti e qualcuno li deve produrre, ma attenzione! …Senza la porzione umida, altrimenti non bruciano bene!

E a Napoli lo sanno bene come è andata a finire.

Mi sono perfino capitati dei post teneri su facebook a proposito dei cassonetti della carta scritti per significare la sdegno di sporcizia, che la gente non mette con cura i rifiuti a modo, e queste menti geniali non si ricordano che non molti anni fa con tanta fatica i cassonetti sono stati tolti, venivano identificati come luogo dove si butta il sudicio, e tutti ci buttavano di tutto.

Le forze dell’ordine deputate al controllo non sono mai temute per il loro ruolo, la gente ne ha abusato, senza alcun rispetto e ancora oggi non è cambiato molto.

Mi ricordo con quanta fatica si dovevano educare incivili che buttavano tutto dove capita, dovunque e che poi tanto c’è chi pulisce, come se avessero sempre una domestica pronta.

Ora questa legge sui sacchetti viene demonizzata come un ulteriore balzello che non serve a nulla,

Come al solito si guarda chi propone la legge, il suo colore, e via uno stuolo di individui a soffiare contro senza chiedersi se si poteva fare meglio, se c’erano alternative, come mai siamo arrivati a questa triste decisione.

Non credo sia il massimo, forse davvero si poteva fare meglio e magari però

– servirà a far scoprire i mercatini locali

– farà diminuire le vendite di frutta dall’estero nei supermercati, e qualcuno scoprirà quanto è meglio consumare frutti di stagione venduti nei mercati

– incentiverà il riuso delle borse riutilizzabili

– anche i commercianti metteranno i prodotti sul banco senza busta e i clienti si arrangeranno come fanno da tempo i tedeschi

– magari invece di vendere venti miliardi di buste in materbi in gran parte prodotte dalla Novamont si attiveranno produttori di qualità di buste riutilizzabili e se ne produrranno un milione, forse saranno più che sufficienti.

Infine ho percepito la preoccupazione delle massaie, molto attente si procuravano le buste in materbi al supermercato e le usavano poi per il marrone della differenziata.

Sanno bene che questa cosa andrà a finire, le dovranno pagare.

Allora mi chiedo, ma se ci danno quelle celesti per la plastica, non ci potrebbero dare anche quelle di materbi che in fondo facciamo un servizio per la comunità differenziando i rifiuti?

E qualcuno mi dirà che ci sono i furbi che non fanno la differenziata.

Basta! Non si guardano i furbi come esempio, non ci sto.

Poi, se devo dirla tutta, Alia, l’azienda che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti, lo sa bene che chi non conferisce nulla è molto probabile sia tra quelli che seminano rifiuti per le strade, quindi non ha che da tenerli d’occhio, e se non lo fa Alia lo faccia qualcun altro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *