Pensieri veneti

Pensieri veneti

Luci fioche penetrano nelle nebbie, cani a guinzaglio tengono compagnia a padroni infreddoliti, la bassa padana strizza l’occhio alle montagne vicentine ragnatele di fiumi e strade si distendono fino al mare, lo scrigno della laguna è la regina delle città italiane, accarezza lo sguardo ai turisti, monumenti risplendono al pallido sole, mentre le barche cariche li distribuiscono sulle isole.
I ristoranti hanno ancora posti all’esterno, qualche temerario ancora si presenta in maglietta a mezza manica. La fiumana di persone, senza l’acqua alta, defluisce nelle vie, si affaccia nei luminescenti negozi.
Nel veneto non c’è solo Venezia, la visita nei paesi del padovano, trevigiano e vicentino sono più una conferma che una verifica.
Castelli, mura fortificate, ville storiche, fanno da cornice al giro nel Veneto.
Chiedo la strada a persone per la via, tutti molto gentili, me la indicano.
Ho cinque giorni veneti per guidare nelle escursioni due israeliani; la coppia mi segue, ma io come guida non ne so molto, ho visitato il Veneto una trentina di anni fa.
Sono come gli insegnanti messi lì a spiegare materie che non conoscono bene, quindi faccio del mio meglio.
Cerco le rotte dei vaporetti, orari dei treni, molte cose difficili che loro non saprebbero gestire, l’età avanzata non li aiuta. Non sempre il mio inglese scolastico mi aiuta per farmi capire, ma è un bell’esercizio.
Quando si va in giro per il mondo farebbero davvero comodo non solo delle guide, ma amici, o comunque persone che ti danno consigli sui luoghi da visitare.
Mi guardo intorno e vedo americani chini su telefonini o cercano consigli da quelle macchine infernali, parlo con gestori di ristoranti, scioccati dalle richieste di Google, la richiesta di 200 euro “una tantum” per la segnalazione su Google. Si deve pagare per esserci, come una tassa per avere una vita digitale, se non paghi non ci sei. Ma sarà poi vero che sarà “una tantum” oppure ci saranno dopo due tantum, tre tantum ecc. Così va il mondo, si perdono i contatti con la gente “vera” e ci si approccia alle vite digitali, le sole che esistono sul telefonino.
Vorrei anche io essere guidato in un altro paese nello stesso modo in cui guido queste persone, con impegno, cura, quella che vorresti avere per te.
A Venezia sono immerso nella babele di lingue, di persone, di colori, suoni, osservo abbigliamenti eleganti, giapponesi scattano foto ai piccioni, o altri oggetti da noi ritenuti insignificanti.
Una irrefrenabile voglia di buttarmi nella mischia, per non perdere nemmeno un attimo di visita, in modo da raccogliere tutte le informazioni possibili intorno a me.
Mi immagino di essere un veneziano, in giro per
Piazza San Marco, quante richieste di informazioni può ricevere. Gli stranieri capiscono al volo chi è della zona, come se ce l’avesse scritto in fronte. Vorrei avere una risposta per ognuno, ma non posso, non so neppure le domande.
Il Veneto è accogliente, sono stato nei ristoranti, nelle taverne, i loro gestori sono affabili.
Il menù è complicato, cambia con la stagione, nei ristoranti sulle statali, magari è sempre lo stesso, ma non hanno il cartaceo, lo recitano a “braccio” come una poesia declamata a voce, la prima cosa è chiedere il prezzo “completo” e spesso è compreso anche il vino e caffè. La cifra oscilla tra gli undici e i quindici euro. La prima cosa che osservo è se nel parcheggio ci sono camion. Questo è sempre una garanzia. Operai e camionisti si fermano in ristoranti economici e dove il servizio è veloce, loro hanno da ripartire, velocemente. Il menù in questi ambienti è abbondante, non ce la faccio a finire tutto.
A una signora in un bar chiedo una informazione sui biglietti del treno, non mi sa dire con esattezza, poi esco visito una chiesa, ritorno per prendere un caffè, nel frattempo le è venuto in mente una cosa, ma non sono io quello che le aveva chiesto di visitare una villa veneta, si è ricordata che la villa è vicino casa sua, e conosce il proprietario.
Sono segni di attenzione al turista. Il turista è quella persona preziosa che viene nel tuo paese, devi tenere conto di lui, perché può darsi che non ritorni, ma se ritorna magari può portare degli amici.
Il veneto ha molte belle città oltre Venezia. Treviso, con il suo borgo costellato dai buranelli; Padova, con le sue piazze, il Palazzo della Ragione, la cappella degli Scrovegni; Cittadella, con le sue mura fortificate in perfetto stato; Bassano del Grappa, con chiese, bellissime piazze, è un salotto, con il susseguirsi di palazzi antichi.
Ho visitato anche altri centri, in ognuno svetta un campanile e la chiesa vicina, ognuno ha delle particolarità. Nelle salite verso la città Asolo ho trovato decine di ciclisti, si tratta di una vetta molto visitata dal cicloturismo, si può andare a visitare la fortezza, ma mi dicono che è chiusa.
Il panorama dalla piazza centrale del paese è molto bello, una cornice.
È l’ora di tornare a casa, non so quando ritornerò nel Veneto, un viaggio da rifare.

 

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