Un parcheggio… errato

Un parcheggio… errato

Non era una notizia da sbandierare sul giornale, ma succede, anche il non edificante fa vendere, tutto fa brodo.
Così con le notizie dall’estero, dall’interno, la cronaca nera, la politica, ecco una notizia che avrei preferito non trovare su un quotidiano nazionale.
Si tratta della rivalsa di un cittadino multato per un parcheggio.
Tutti potevano fare a meno di dire la sua, forse anch’io.
I comportamenti dei cittadini rappresentano quello che siamo, ogni tanto c’è qualcuno che ha dovere di ricordarlo.
Se ci sono persone che giocano a vincere invece di partecipare
se ci sono persone che antepongono i compromessi agli ideali
se ci sono persone abituate a non pagare per i propri errori
se ci sono persone che vivono per poter dire la loro, sempre, in ogni caso
se in queste persone alberga l’odio invece della compassione
Occorre ricordare che anche queste persone sono italiani, fieri di esserlo, come tanti altri.
Queste sono le persone che conoscete, magari sono i vostri vicini di casa, non lo sapete, ma :
– parcheggiano al supermercato negli spazi riservati agli handicappati
– mettono l’auto in tripla fila con i lampeggianti
– non rallentano e nemmeno si fermano per dare la precedenza alle strisce pedonali, chiunque ci sia.
Ci sono comportamenti per i quali mi chiedo:
– Ma chi vi ha dato la patente?-
La risposta è implicita. Forse l’avete comprata, senza nemmeno aver sostenuto l’esame, non la meritate, da domani dovreste viaggiare a piedi, per sempre.
Ma la cosa più grave è quella che credete di avere ragione, sempre, quella ragione che vi si ritorce contro.
Infine, rallegrarsi delle sfortune altrui è un comportamento da infami, equivale ad augurare il male alle persone sane.
Tra gli insegnamenti ricevuti nella mia famiglia c’era l’adagio:
– non augurare il male nemmeno al tuo peggior nemico! –
Invece si buttano nella mischia, in un grido unico di vittoria o morte, dove la vittoria è sempre quella di avere ragione, la loro.
Cosa è successo nel nostro paese?
Come mai esistono persone senza cuore, senza dignità, senza carità cristiana, senza compassione, senza… decenza?
Come possono ritenere sempre ineccepibile il loro operato?
Mi aspetto una inversione di tendenza, con un ritorno alla ragionevolezza : lettere di scuse invece di ingiurie.
Ecco, quelle potrebbero essere un inizio.
Il seguito potrebbe essere un diffuso senso civico, una materia desueta, da rilanciare come attività primaria di ogni cittadino.

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