FURBO

FURBO

A. non era un super-ragazzo, ma c’erano i presupposti per capire cosa poteva diventare. Nella scala delle sue priorità c’era il raggiungimento del suo benessere. Non glielo avevano suggerito i genitori, non era stata una dritta dell’amico del cuore e nemmeno un programma alla televisione.
Si formano lentamente come stalattiti delle punte di orgoglio, di egoismo, arrivismo, e annullano tutto il resto.
Ecco che quando ti si presenta un tipo come A., lo capisci subito da che parte stare.
Dovrai essere un subalterno a lui, al suo modo di essere, di godere la vita, e ti farà notare che è lui che ha ragione e con i suoi modi si potrà ottenere di più.
Non ti piaceranno i suoi modi. Lo capirai quando scoprirai in che modo ha fatto sparire le poiane nel suo terreno (gli mangiavano i pulcini).
Quando era piccolo copiava i compiti, poi questo è diventato utilizzare la raccomandazione ad un concorso, fino ad arrivare agli scambi di favori con politici e otteneva sempre qualcosa.
Come un camaleonte A. si trasformava per adattarsi nelle sembianze dell’italiano furbo.
Si approfittava, ma non troppo.
La cosa pubblica per lui diventava privato, il suo.
Gestiva, distribuiva, con una visione del mondo precisa, determinata e subordinata all’ottenimento delle sue soddisfazioni.
A. doveva arrivare prima degli altri.
A caccia con lui, lui era quello che aveva ammazzato più selvaggina degli altri.
A pesca con lui i suoi pesci erano sempre i più grossi.
Quando non riusciva con metodi leciti lo faceva con quelli illeciti. Tutto era consentito secondo la sua legge, quella giusta per lui.
Quando c’era da guadagnare lui era sempre il primo, più di tutti, sempre.
Nella sua scala di valori evidentemente la necessità di dimostrare di essere furbo si manifestava prepotentemente in ogni attività.
Quello che mi domando adesso è :
– Ma veramente vogliamo tutti aspirare questo tipo di valori ?
Mentre osservo A., ancora impegnato a difendere i privilegi spesso ottenuti con metodi poco puliti, mi chiedo a cosa è servito vivere una vita da furbi per arrivare a vedere crollare nella polvere tutti i castelli di carta costruiti con menzogne e falsità.
Queste poche righe hanno il fine ultimo di scoraggiare eventuali altri furbi dal percorrere le furbe vie del malaffare, che A. intraprese a suo tempo e ora si lamenta come tutti della crisi solo perché guadagna meno di prima.

questo racconto è stato pubblicato nel libro “Spunti di vista ” di Roberto Francalanci    potete acquistare il libro in formato digitale di Roberto Francalanci su Amazon

 

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