DESTINO

DESTINO

Dicono
che il nostro percorso
è già scritto
nel libro del destino

Non ne conosciamo
la lunghezza
la difficoltà
la durata

puoi scegliere le scarpe
anfibi militari con impronta profonda,
espadrillas cenciose e morbide
scarpe da trekking

paura ?
di un percorso aspro
di sassi, pantano, fango, strade asfaltate,
di sabbia rovente, ghiacciai scivolosi

e che dire della solitudine,
cercherai un compagno di viaggio ?
O procederai da solo lento, deciso e
calcherai quelle orme predestinate

potrai fermarti o tornare indietro ?
Ai bivi con quali criteri sceglierai il percorso ?
Lo sai
sarà inutile pensarci troppo

il percorso è già segnato
determinato
in ogni sua parte,
inesorabilmente.

5 thoughts on “DESTINO”

  1. Generazioni di filosofi si sono interrogati e pronunciati variamente argomentando sulla predeterminazione del fato, divino o meno che sia. Ritengo che dei canali preesistano ma che ci sia la possibilità di scegliere di volta in volta la calzatura da indossare sulla base delle informazioni a disposizione. Ad esempio non ci avventureremo sulla neve con delle infradito o non cammineremo ore sulla sabbia bollente con degli scarponi da sci o, peggio, scalzi. Una cosa è certa: avere a disposizione leminformazioni e anche una bella e ricca scarpiera piena saranno strumenti di grande utilità.

    1. Inesorabile forse è troppo, un avverbio molto potente, evoca i nostri limiti. E’ proprio su quelli che dovremmo lavorare. Solo dopo potremmo pensare al secondo step che è l’accettazione di quel che ci arriva. E sto parlando sempre di viaggio. Gli accessori (scarpe di buon livello) sono optional e come nelle auto costano cari e non servono molto quando c’è la volontà di arrivare comunque.

  2. Non credo al destino sotto questa veste….come qualcosa di ineluttabile.
    La nostra strada la scegliamo volta volta anche se sicuramente una certa strada deve essere predisposta per ognuno di noi….

    1. Segnato o non segnato, non ci è dato sapere come andrà a finire. Possiamo credere o meno di poter essere gli interpreti e registi del proprio film. L’importante è come lo vediamo, con o senza scarpe.

  3. Credo più nei condizionamenti e nei limiti oggettivi, comunque più o meno aggirabili, che nell’unica strada predeterminata. Non è un problema di censo ma di “strumenti utilizzabili” non necessariamente materiali. Se il cammino fosse completamente prestabilito, l’impegno a migliorare ed a migliorarsi sarebbe inutile. Non può essere così ma se anche lo fosse facciamo finta che non lo sia.

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