VACCINO

VACCINO

– Via ! Buttate giù pantaloni e mutande e mettetevi tutti a buo ritto ! –
Questo fu il grido dell’infermiera nella saletta dell’ambulatorio.
Giuseppe guardò sorridendo i compagni, nel tentativo di velare la vergogna.
Nessuno si decideva a scoprire i posteriori. Non sapevano della puntura, o forse facevano finta di non saperlo. L’insegnante della scuola aveva parlato di una visita di controllo, ma il tono del mastino con labbra rossissime e camice bianco non lasciava spazio ad indugi :
– Non possiamo perdere tanto tempo con dei mocciosi ! –
Giuseppe si immaginò il peggio.
Un campo di concentramento per bambini, l’ingresso era lì e la puntura il biglietto, una volta addormentati si sarebbero risvegliati in un grande fabbricato insano e umido con un tanfo di sudore maleodorante. Le ginocchia cominciarono ad allontanarsi ed avvicinarsi l’una dall’altra e qualche muscolo iniziò a muoversi autonomamente senza aver ricevuto ordini dal cervello, come di solito.
Il colorito del viso di Giuseppe assunse un certo livore chiaro.
Paolo, l’amico per la pelle, e vicinissimo a Giuseppe, notò il cambiamento emotivo dello studente delle medie e cercò di tranquillizzarlo.
Il padre di Paolo si era un po’ documentato sulle vaccinazioni e gli aveva spiegato qualcosa per chiarirgli cosa sarebbe successo.
Allora Paolo appoggiò entrambe le mani sulle spalle di Giuseppe, lo guardò fisso negli occhi e come se fosse la sua curandera personale gli alitò in faccia :
– non sta succedendo niente di strano ! Ci stanno facendo solo un puntorone con dei bachi mezzi morti, tra cinque minuti saremo tutti fuori. Tranquillo ! –
Dopo dieci minuti erano tutti fuori a ridere.

6 thoughts on “VACCINO”

    1. Si, in effetti ho preso spunto dai ricordi delle punture di gruppo, le facevano a tutta la classe, ci accompagnava la maestra o l’insegnante delle medie. L’ho esagerata un pò tanto per fare due risate. Mi serve da esercizio per un corso di scrittura creativa 🙂

    1. Ah ! le punture ! Gioie e dolori nei ricordi di bambino. Fino a che bevvi la favola dell’anziana vicina, mi somministravano punture senza ago ed era un divertimento, mi mettevo in posa per prenderle e le accettavo solo da lei dotata di questa particolare abilità. Poi, svelato l’arcano, le corse sotto il letto ! E pensare che la siringa di vetro con punta d’acciaio e bollita ogni volta nell’apposito pentolino era la stessa !

  1. Ricordo le vaccinazioni scolastiche…tutti in fila fuori della porta dell’assistente sanitaria… a guardare il viso di ci usciva per decidere se avere paura o no….
    Dolcissimo il racconto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *