IL TURISTA

IL TURISTA

Ci sono luoghi che attirano più turisti di altri, per i paesaggi, per l’ospitalità, per i beni culturali, o altro. San Gimignano è uno di questi con un numero di turisti che può raggiungere le 20.000 visite al giorno.
Patrimonio dell’Unesco dal 1990, il paese con le sue torri medioevali sembra ancora una fortezza di un migliaio di anni fa.
Dentro una di queste torri con fondi europei sono state realizzate delle scale in metallo e dalla sommità si può osservare un panorama magnifico.
Schiere di visitatori attraversano il paese ogni periodo dell’anno e si intrufolano nei musei, nei negozi o semplicemente si attardano nelle vie centrali.
Abito non lontano da questo delizioso paese, spesso approfitto di offerte culturali per visitarlo e ogni volta è una scoperta.
Quel giorno mi ero deciso a visitare la rocca. La rocca è situata nella parte alta del paese, non tutti la visitano, rimane appena fuori dal percorso ordinario, quello delle botteghe e musei.
C’era un grosso gruppo di turisti giapponesi, e senza mescolarmi tra loro, cercai di starmene in disparte, e osservarli con attenzione.
Uno di essi rimaneva indietro per scattare foto. Anche io cercai di rallentare il passo facendo finta di osservare particolari delle abitazioni o i paesaggi che si aprivano tra strette vie del piccolo paese.
Pensai che il gruppo sicuramente aveva pianificato il giro nella città.
Quando si arriva in un paese straniero, è meglio sapere dove andare, almeno a grandi linee.
Il giapponese lo si riconosce per le sue caratteristiche somatiche, ma anche dal modo di procedere del gruppo. Sono ordinati, precisi, raramente chiassosi e la loro guida tiene qualcosa in alto per farsi riconoscere come un ombrello, e ora ci sono anche i leggeri attrezzi per il selfie.
Io e il giapponese ci ritrovammo molto vicini, avrei potuto parlargli, ma non sapevo cosa dirgli, mi limitai ad osservarlo nei suoi scatti d’autore.
Ad un tratto il giapponese si fermò davanti ad una costruzione non molto vecchia (a mio modesto parere di non esperto) e iniziò a puntare con reflex un mattone o un gruppo di mattoni facenti parte di una costruzione neanche tanto vecchia.
Non so se con quegli occhietti vispi aveva visto un animaletto che a me era sfuggito, oppure se l’interesse era solo per i mattoni o il tipo di architettura.
Ci mise un po’ a scattare, subito dopo ripartì trotterellando per non perdere il suo gruppo.
Chissà se poi avrà sviluppato la foto, di certo i mattoni non gli si sono mossi.
Se penso a quante volte sono stato a San Gimignano e non ho mai fatto le foto dei mattoni, penso a quante cose mi son perso, e un giapponese viene da così lontano e le scopre lui…… mi fa un po’ rabbia. Mi viene da ridere a pensare a tesori nascosti in città così vicine e magari non c’è nulla di importante e si perde tempo anche a parlarne. Però….. un filino di verità potrebbe esserci.
Forse è tipico, non notiamo le cose che abbiamo intorno e tiriamo dritto senza considerarle.

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