SILENZIO

SILENZIO

La voce di Lucianino era unica. Anche lui lo era, son sicuro che chi l’ha conosciuto se lo ricorda con affetto.
Certe popolazioni della Siberia hanno un rispetto particolare per questi soggetti, li considerano “toccati da Dio” tutti sono obbligati da una specie di codice morale ad aiutarli. Nessuno, per nessuna ragione, mai, potrà far male o approfittarsi di uno di loro.
Anche noi per quanto possa ricordare lo abbiamo sempre considerato una persona “speciale”.
La sua voce era sempre un po’ fioca, talvolta avevamo difficoltà a comprenderlo.
Cercavamo sempre di non farlo arrabbiare. Sapevamo come sarebbe andata a finire.
Gli aumentava il flusso di aria, ma la voce si esauriva, al suo posto solo soffi e sibili.
Lui si arrabbiava perché non gli venivano le parole e noi non capivamo nulla.
Era un circolo vizioso. Non conduceva da nessuna parte.
Poi Giancarlo lo prendeva per braccio, lo faceva calmare, e allora piano piano le parole uscivano tutte per benino, ad una ad una.
Come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio.
Vorrei tanto che qualcuno prendesse sotto braccio tutti quelli che urlano, si offendono, si picchiano anche e che come Lucianino si calmassero.
E finalmente uscissero quelle parole (se ne hanno veramente di interessanti da dire)
o altrimenti se ne stessero zitti e buoni che è meglio.

 

SILENZIO

4 thoughts on “SILENZIO”

  1. Beh credo che il racconto fa riferimento ad una persona bisognosa di aiuto e con tutto il cuore dovremo imparare nel futuro ad essere meno egoisti. Vero. Facciamo parlare (chi non ha problemi) se si hanno da dire e da ascoltare cose buone. Per il resto buon natalel

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