AIUTO

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Niente è per caso. Tutto va e tutto ritorna. Giorni fa un’amica mi chiese info, anzi un consiglio su come gestire la relazione con una persona in difficoltà :
– te che ne pensi ? –
La prima reazione è somministrare il consiglio al volo, una dose minima, q.b. come nelle ricette di cucina. Così feci.
Quando ci si trova catapultati in vicende personali ci guida spesso la necessità o la voglia di aiutare.
Ci sono tanti modi per farlo.
Mentre somministravo indicazioni, mi venne in mente di scriverci anche un articolo nel blog.
Può darsi che magari i consigli serviranno a qualcun altro….
L’articolo risulta essere più approfondito del consiglio sommario, nella documentazione raccolta in rete, trovo che tra i percorsi di aiuto sono diffusi i percorsi di counseling.
In ogni percorso di vita ci sono momenti in cui siamo tentati dalla voglia di fare un bilancio della propria vita.
Sono momenti molto delicati. Sarebbe bello potersi vedere dall’esterno.
Possiamo solo guardarci nello specchio e anche con questo metodo avremo una visione parziale.
Ognuno di noi attraversa dei periodi “no” o meglio dei periodi in cui la percezione delle emozioni che gli arrivano è negativa.
Possono avvenire per la morte di una persona cara, la perdita di denaro, o malattie improvvise.
Le reazioni sono diverse, a seconda di come in passato ci sono capitate, ecco che ripetiamo le nostre azioni. Quelle emozioni ritornano, le riviviamo, e se è stato terribile, lo sarà di nuovo ; noi lo abbiamo deciso ! Siamo sempre noi i responsabili delle nostre azioni.
Nello stesso modo quando viviamo una situazione di disagio ci alleniamo a mettere in guardia persone di nostra conoscenza o amici da quelle difficoltà che ci fanno stare male.
Si tratta di una sorta di trasferimento delle nostre emozioni.
Per scongiurare un peggioramento del nostro disagio o anche esorcizzarlo, ci prodighiamo ad aiutare altre persone. Siamo animali sociali. Il nostro contributo sociale è necessario alla nostra sopravvivenza.
Come riusciamo ad attuarlo ? Ci sono molte modalità.
Una di queste è quella di trovare un personaggio di nostra conoscenza con difficoltà simili a quelle che abbiamo avuto e scaricargli l’intero peso dei nostri valori ed i consigli da seguire.
Ognuno di noi ha storie diverse e valori diversi, come ad es. le emozioni che lo hanno portato ad essere la persona attuale.
Nello stesso modo in cui per lavorare la terra occorrono attrezzi, per aiutare le persone occorrono competenze, ma anche dotazioni di base che spesso diamo per scontate.
Il rispetto è necessario. Non possiamo elargire aiuti come fossero viveri lanciati con il paracadute alle popolazioni affamate del Sahel.
La prima cosa è che dobbiamo dare valore alle persone che vogliamo aiutare.
Non sarebbe male nemmeno chiedere a queste persone se veramente desiderano farsi aiutare.
Se infatti aiutiamo gli altri solo per darci importanza, meglio non farlo !
Il vero aiuto serve tantissimo alla persona in difficoltà. Gli trasferisce una competenza rara :
“la consapevolezza dello stato in cui si trova”.
Molti versano in condizioni disagiate e…… non se ne rendono conto.
Ci sono caduti, sembra loro inevitabile, non sono in grado di vedersi dall’esterno, in quella situazione perdono la fiducia nelle proprie capacità.
Il tipo di rapporto poi assume una importanza basilare. La persona aiutata non deve mai sentirsi subalterna o inferiore. Se così fosse non sarà mai in grado di rialzarsi da sola.
L’aiuto deve tendere alla valorizzazione dell’altro, della sua autostima.
L’aiuto economico può essere utile, ma è limitato e fine a sé stesso.
Aiutare quindi è molto difficile, ma non per questo bisogna rinunciarci.

 

Immagine presa dal sito internet :
http://www.aspicpsicologia.org/ricerca-scientifica/le-differenze-formative-tra-psicoterapia-e-counseling.html

 

questo racconto è stato pubblicato nel libro “Spunti di vista ” di Roberto Francalanci    potete acquistare il libro in formato digitale di Roberto Francalanci su Amazon

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