C’ERA UNA VOLTA

 

C’ERA UNA VOLTA….

Così iniziavano le fiabe.
Ne abbiamo ascoltate molte dai nostri genitori, oppure ce le hanno lette a scuola.
Come dimenticare quei brevi momenti, magari prima del sonno riparatore, dopo giornate faticose a scuola o di gioco all’aperto.
La mente si apriva, l’immaginazione fluttuava leggera in ogni parte del racconto,
dipingeva, colorava, gli eroi o i tapini della storia.
Se c’erano intrighi, difficoltà o incomprensioni il sonno arrivava prima, il cervello non reggeva pensieri complessi.
La fiaba era lettura, ascolto, visione, magia, ma anche sfida.
Quando il genitore aveva letto ogni pagina di ogni libro, e letto e riletto le favole preferite, qualche volta lanciava la sfida :
– sussurrami cinque parole a caso e ti racconterò una storia con quelle parole che mi suggerirai ! –
A questo punto erano ad armi pari; genitore e figlio senza materiale da leggere, senza la stanchezza della giornata, il sonno accantonato era pronto ad affacciarsi di nuovo al termine dell’avventura tra le parole scelte a caso.
Ogni parola sussurrata veniva incastrata nel racconto di fantasia, come un puzzle e tutto si sistemava per benino.
Spesso il racconto si allungava perché non era facile inserire tutte le parole, l’inizio era sempre lo stesso : “C’era una volta…..”
La fine era sempre lieta, perché con il lieto fine ci si addormentava meglio !

Buona notte cari lettori !

scrittablu

 

0 thoughts on “C’ERA UNA VOLTA”

  1. sai che il tuo post mi riporta a tempi davvero lontani..e mi mancano quelle serate dove mia madre si fermava accanto al mio letto per raccontarmi una fiaba..era un dolce addormentarsi
    Ma oggi esistono ancora le favole??..i bambini le sanno ascoltare??…o corrono a cercare tablet o diavolerie varie!!
    Chissà!!
    Trascorri un bel fine settimana 🙂

    1. Grazie del pensiero gentile, ricambio e…..Certo che esistono le favole ! Credo sia un problema di attenzione. Il nostro focus è altrove, i bambini sono le nostre fotocopie, sono attratti da ben altro. Potremmo riuscire a spostare l’attenzione e magari scrivere anche nuove favole ……..bah, poi dovremo leggerle e sarà meglio che inventarsele di volta in volta 🙂

  2. […] Il “ c’era una volta “, è, sappiamo, la strada maestra, il cartello segnaletico, la parola d’ ordine del mondo della fiaba. E tuttavia, i questo caso, la strada è ingannevole, il cartello mente, la parola stravolta. Infatti, varcata la soglia di quel regno, ci si avvede che non esiste il Re.
    Con svelto gioco di prestigiatore, il favoleggiatore ha dato accesso sì al luogo della fiaba, ma di fiaba diversa, drammaticamente incompatibile con l’altra regale ed antica di fiabe, certificata dall’ aureo cerchio di una corona. Buffo e poderoso, infantile e terribile, il Re tiene nelle sue mani volta a volta tremule, feroci, inesatte, prodigiose sempre, le leggi, i gesti, le parole della favola.
    ( citazione testuale da: Pinocchio, un libro parallelo ( Adelphi editore), del grande insuperabile Giorgio Manganelli.

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