VALORE E UTOPIA

VALORE E UTOPIA

La mia estrazione di tipo ragioneristico mi ha sempre portato a pensare al concetto di valore come qualcosa di legato al settore finanza o comunque di tipo economico.
Nel tentativo di assegnare alle parole contenute nel dizionario della lingua italiana il significato corretto, anche questo termine è diventato oggetto di approfondimento.
Sono stati scritti in passato tomi giganteschi sul valore da Ricardo, Smith, Marx ecc.
Da sempre il pensiero razionale oltre che a tentare di definirlo come concetto, ha cercato di assegnare un valore ad ogni bene, attività e persino ad esseri viventi.
Se andiamo al mercato a comprare frutta, sappiamo che il mezzo di pagamento è il denaro e il valore della merce è espresso nella valuta corrente e dobbiamo possedere denaro per acquistarla.
Pensiamo per un attimo se il contenuto del nostro portafoglio non fosse il denaro, ma qualcosa di diverso determinato dal valore umano.
Sto ipotizzando una visione da terzo millennio, e potrebbe diventare tranquillamente la trama del prossimo film di fantascienza !
Il valore umano in questo mondo virtuale diventerebbe una sorta di fideiussore di lato passivo e quindi garante a tutti gli effetti di legge.
La misurazione del valore umano sarebbe affidata alla tecnologia e alla entalpia (energia interiore).
Il numero espresso con numero da zero a dieci se superiore a sei permetterà agli umani maggiorenni di acquistare anche beni a credito.
Il test del valore consisterà nell’assegnare un numero da zero a dieci ad ogni valore umano.
Qui di seguito un elenco sommario.
Integrità, onestà, razionalità, creatività, rispetto, ottimismo, pace, tradizione, ecologia, competenza, armonia interiore, consenso, amicizia, famiglia, realizzazione, salute, cura di sé, considerazione, status intellettuale, crescita spirituale, consapevolezza, fair play, appartenenza, compassione, piacere, intimità, riconoscimento, indipendenza, potere, gioco, stabilità, amore, accettazione di sé, perdono, autocontrollo, gratitudine, sfida, coraggio, diplomazia, lavoro di gruppo, perseveranza, forza.
L’operazione avverrà a mezzo di test simili a quelli psico-attitudinali del militare, ma senza possibilità di fregare, come è avvenuto in qualche concorso.
Non ci saranno premi e nessuno diventerà ricco, chi non raggiungerà il punteggio di sei sarà assegnato a lavori socialmente utili affinché possa capire il “valore” della sua attività per la comunità.
Chi otterrà punteggi molto alti sarà una guida per gli altri e quindi gli verranno assegnate solo maggiori responsabilità.
I nostri valori sono l’espressione di ciò che siamo, la nostra storia, i nostri ideali.
Al mercato i nostri valori non si tramuteranno mai in contanti per pagare la frutta.
I valori umani diventeranno il combustibile per il nostro essere individui.
Dalla ricerca dei nostri valori inizia il percorso di consapevolezza.
La nostra attenzione dovrà spostarsi dal portafoglio alla nostra persona.
Se la crescita personale diventerà oggetto dei nostri interessi ci saranno buone probabilità che qualcosa cambi davvero nelle nostre attitudini.
Albert Einsein diceva: “I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati”. Se andiamo indietro fino a Erasmo da Rotterdam con “l’elogio della follia” del 1509 o Utopia di Tommaso Moro potete vedere che di sognatori anche a quei tempi ce n’erano e allora ……….lasciatemi sognare un altra bella utopia con valore diverso !

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0 thoughts on “VALORE E UTOPIA”

  1. Diciamo che il valore umano oggi si misura anche come potenziale economico. Basta andare sul sito di una banca, nella sezione “lavora con noi” che alcune delle caratteristiche oggetto di valutazione sono i requisiti minimi per entrare nel team dei banchieri. Solo che tu sostieni un valore umano dedito all’empatia, alla socializzazione, in un certo senso alla pace e al rispetto dell’altro. Nel caso da me descritto invece il valore umano è la strategia per far soldi, per lavorare, per ricercare quella possibilità di aumentare il portafoglio “denaro”

    1. E’ ovvio che gli obiettivi e focus della banca e del candidato sono un tantino diversi 🙂 .
      In assenza di condivisione degli obiettivi ci sarà sempre qualcuno scontento e appena potrà, sarà pronto alla vendetta, in qualunque modo.
      E’ sulla qualità della formazione dei giovani di domani che si gioca il futuro della nostra società. L’aumento del portafoglio attiva la società dell’avere, mentre la società dell’essere è ancora in cantiere (della serie … “ci stiamo lavorando” ) Ci deve essere una inversione di tendenza, è inevitabile, o….dovremo cambiare noi.

    1. Grazie Roberto ! Apprezzo tutti i commenti, li considero sempre stimoli al pensiero. Sento il desiderio di aggiungere qualcosa al post, il tuo commento mi dà uno spunto….Ma che bello internet ! Quante risposte dà ! Le risposte aumentano all’aumentare delle domande. Le domande sono necessarie. Dalla mia domanda sull’utopia alla rete mi è apparsa anche questa : “Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’àncora la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo fa vela. Il progresso altro non è che il farsi storia delle utopie. L’Inghilterra non sarà mai civilizzata fino a quando non annetterà l’Utopia ai suoi domini.”
      Oscar Wilde
      …….e non si finisce mai di pensare e sognare ! Buon fine settimana !

  2. Scusa Roberto, se è molto tempo che non mi faccio vivo, a commentare i bellissimi post che sforni, e me ne dolgo.
    Sorvolo per mie esigenze di tempo, su AYMARA’, pur bellissimo, e per il richiamo al grande presidente uruguayano Josè Mujica, da cui molte istitituzioni simili dovrebbero prenderne esempio, se non altro per non far ricadere sulle spalle della cittadinanza i costi di gestione di una paritetica carica. Lui, oltre a non far ricadere sul suo Paese, le spese, rilascia di sua sponte due terzi, della sua remunerazione e trattiene per se l’ equivalente di una pensione medio-piccola, circa 900 euro al mese, giusto il minimo per vivere. ( ah, meno male, che mi ero promesso di sorvolare…).
    Il tuo ultimo post VALORE E UTOPIA, anche questo è davvero molto suggestivo e intrigante, da film.
    Qui non c’entra poco o niente la decrescita felice, teorizzata da Serge Latouche, e che sicuramente tu conosci. Qui, va ripensato tutti i tipi di sistemi economici e sociali a livello globale, finora conosciuti.
    Davvero un mondo utopico quello che tu proponi. Ma affinchè questa utopia, sia realizzabile, dovremmo cambiare prima cambiare l’animo e la mente umana, sempre avida, sempre egoistica ed egotica. Il passaggio dal PIL al PIF – prodotto interno della felicità – sarebbe davvero augurabile, visto i mala tempora che stiamo attraversando

    1. Ogni giorno trovo spunti, idee, oppure mi soffermo a rileggere passaggi di estetica in filosofia, piuttosto che eviscerare il concetto di bellezza e le relazioni che intercorrono con l’arte, il gusto, la politica ed in genere la società . Era la volta dell’utopia e l’ho infiocchettata in questo strano modo, il mio.
      Non tratterò tutto, ma dove arriverò ci farò un segno ! I commenti sono nel contempo spunti e stimoli. Grazie di cuore !

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