BICICLETTE E CINESI

BICICLETTE E CINESI

L’altro giorno ero alla coop e osservavo le offerte di biciclette, mi sorprendevano i prezzi così bassi (erano sicuramente cinesi). E’ scattata la molla dei ricordi….
I ricordi sono una parte di ognuno di noi e rappresentano una ricchezza quando dobbiamo elaborare ragionamenti, meditare, o prendere delle decisioni.
Nei miei ricordi le biciclette cinesi sono associate agli anni 70, ci arrivavano immagini nella televisione di migliaia di cinesi in bicicletta, strade larghissime e da tanti cinesi che c’erano non si vedeva nemmeno l’asfalto.
In Italia avevamo il boom economico e c’era una punta di commiserazione nel vedere tutti i cinesi in bici. Il boom da diversi anni non è più qui, e il popolo cinese in bicicletta ora va in auto come andavamo noi, mentre da quel periodo in poi le biciclette degli italiani sono state usate molto meno.
Gli italiani, dopo il periodo di boom economico potevano sfoggiare auto a profusione, e questo ha determinato un cambio di abitudini, ma anche di comportamenti, da quei periodi abbiamo ereditato l’arroganza di potere tipica dell’automobilista italiano, e non ce ne siamo ancora liberati.
Non ci credete ?
Vi faccio un esempio :
– Quando in estate tento di attraversare le strisce pedonali presso il ponte sul fiume Elsa e osservo attentamente l’automobilista che mi concede di attraversarle (9 su 10 passano veloci e se il pedone mette il piede sulle strisce glielo portano via) spesso mi accorgo che si tratta di uno straniero (sembra che li abbiano educati diversamente, non so)
Mi chiedo :
– ma se uno deve attraversare le strisce pedonali a Castelfiorentino, è proprio necessario che aspetti che un tedesco lo lasci passare ? –
Ora è ben chiaro che l’automobilista non rispetta il pedone figuriamoci se rispetta le biciclette in giro sulla strada…
Se dovessimo ritornare alla bicicletta abbiamo delle situazioni di sicurezza per i ciclisti ?
Sono necessari investimenti strutturali in piste ciclabili, e questo è un dato di fatto.
– Ce lo suggeriscono i fondi CEE (vedi articolo del IL MONDO che fornisco con una scansione anche mal effettuata (scusate, se vi interessa l’originale potete sentire in biblioteca se sono abbonati a tale settimanale)
– Lo chiedono gli stranieri che vengono qua; i ciclisti stranieri si aspettano di trovare maggiori attenzioni, almeno pari a quelle che i loro paesi provenienza riescono ad offrire.
– Sarebbe una molla di sviluppo per l’industria della bicicletta.
Queste opere, come sottolineato dal giornalista de Il Mondo dovrebbero dare impulso all’economia, e in mancanza di meglio (non ci sono altre offerte in giro !) quindi prendiamo le biciclette, testa bassa e …..pedalare!!

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